LA DIETA A "ZONA":

La dieta a zona venne realizzata circa vent'anni fa dal Dott. Barry Sears.
Questo regime alimentare ha ormai influenzato moltissime persone, soprattutto in America, divenendo molto famosa fra i vip.
La Dieta venne rivolta principalmente alla prevenzione delle malattie cardiovascolari, cosi' diffuse in America, per effetto di abitudini alimentari davvero sconsiderate.
Il dott. Sears, sostiene che equilibrando carboidrati, proteine e grassi, si può raggiungere uno stato fisico e mentale davvero ottimale.
L'attenzione alimentare si focalizza su potenti ormoni, gli Eicosanoidi, agenti biologici che controllano moltissime funzioni organiche fra le quali il sistema cardiovascolare e quello immunitario, controllando i depositi di grassi.
Questi a loro volta si suddividono in due forme: Quelli buoni (Vasodilatatori) e quelli cattivi (vasocostrittori). Il loro equilibrio garantisce il perfetto funzionamento del corpo e della mente.
Ci si prefigge dunque di tenere sotto controllo la produzione organica di questi "ormoni". La Zona controlla la produzione di insulina che prodotta dal pancreas ha la funzione di immagazzinare le sostanze nutritive all'interno delle cellule e il glucagone, che è l'antagonista dell'insulina, mobilita le riserve di energia immagazzinate.
Quando ci alimentiamo in eccesso avviene un forte sbalzo della glicemia, scatenando cosi' la produzione di troppa insulina che a sua volta favorisce l'accumulo di carboidrati nelle celule adipose, favorendo l'accumulo di grasso.
Questo regime alimentare, controlla questi ormoni, bilanciando il consumo di carboidrati, proteine e grassi, impedendo cosi' di avere forti eccessi glicemici responsabili del sovrappeso e delle patologie cardiovascolari.

LE REGOLE:

1) La prima regola da seguire è quella di non lasciare l'organismo per troppe ore di seguito (circa cinque ore ), senza mangiare poichè si innalzerebbero i valori di certi ormoni. Occorre prevedere almeno tre pasti e due spuntini.

2) Si devono sempre assumere le giuste quantità di carboidrati (40%), proteine (30%) e grassi(30%).

Per i carboidrati si considerano quelli a basso indice glicemico quali: tutte le verdure, tranne le carote, e tutti i frutti, tranne le banane e l'uva. Da evitare invece pane, pasta, patate, riso.

Le proteine consentite sono: pesce, carni bianche, albume di uovo e formaggi magri.

Il controsenso rilevato da molti medici, nella dieta a zona, riguarda il consumo dei grassi.
Il dott. Sears afferma che per bruciare grasso occorre assumere grasso.
Egli afferma che il sovrappeso in genere viene realizzato da sbalzi insulinici, e non da ingestione di grasso alimentare.
Si riferisce ai seguenti grassi: Olio extra vergine di oliva, frutta secca, e olive. Inoltre e non da meno, i grassi contenuti nel pesce, i famosi omega 3 e omega 6.
No al consumo di carni rosse, tuorlo, latte intero, burro e quelli presenti nei cibi a lunga conservazione.

3) Ridurre drasticamente dolci, pane, pasta, riso, cereali.

4) Mangiare tanta verdura e frutta consentita.

5) Ogni spuntino deve rispettare le giuste proporzioni di carboidrati, proteine e grassi.

6) L'ultimo spuntino deve avvenire prima di coricarsi.


Un pasto non dovrebbe mai superare le 500 kcal, e uno spuntino non oltre le 100 kcal.
Seguite questa semplice regola:

1) Le proteine devono essere pari come quantità al palmo di una mano, anche in spessore, dita esluse.

2) I carboidrati devono essere da una parte provenienti da verdura pari a 3/4 pugni fra cotta e cruda e va condita con olio extravergine di oliva. La restante quantità da frutta pari ad un pugno o da pane e derivati, pari a metà del pugno di una mano. Se rinunciate al pane avrete diritto ad un bicchiere di vino o a raddoppiare la razione di frutta.

Uno spuntino per un sedentario equivale a circa un blocco. Alcuni esempi di spuntini a zona sono: un kiwi e due fette di bresaola; oppure 200 gr di latte parzialmente scremato o 200 gr di yogurt magro; oppure potete utilizzare le comode barrette già perfettamente bilanciate e comode da portare con voi durante la giornata. Se invece fai attività fisica, lo spuntino può essere di 2 blocchi. In questo caso puoi raddoppiare i valori precedenti oppure ad esempio una mela o una pera con 40/45 gr di grana. Esistono anche le barrette a zona da 2 blocchi.
Il numero dei blocchi viene determinato in base alla propria massa magra.Questa viene generalmente calcolata con una plicometria o una impedenziometria. Se non puoi fare uno di questi esami, possiamo ritenere in linea di massima i seguenti valori:

a) donna sedentaria fino a 165 cm di altezza 11 blocchi minimo al giorno.
b) donna fino a 170 cm che frequnta la palestra 3/4 volte la settimana o uomo quasi sedentario fino a 185 cm, 13 blocchi.
c) uomo fra 175/180 cm che fa attività fisica intensa, fino a 18 blocchi.

La suddivisione dei blocchi durante la giornata avviene cosi':
Fino a 13/14 blocchi al giorno, gli spuntini saranno da un blocco ciascuno, se i blocchi quotidiano sono oltre i 16, gli spuntini saranno da due blocchi. Gli altri blocchi verranno suddivisi ai tre pasti principali, ma non in parti uguali. La colazione ne dovrà avere sempre meno dei du pasti principali che potrebbero averne in quantità uguali o diverse a seconda del numero totale di blocchi quotidiani.


LIMITI DELLA ZONA:

Secondo alcuni studiosi ci sono dei veri e propri limiti all'applicazione di questo regime alimentare.
Il punto centrale della dieta è il fatto che si basa sull'aumento della glicemia e quindi sul conseguente rilascio di insulina per effetto del rapporto fra carboidrati e proteine. Questo aspetto viene contraddetto, come falso scientifico.
Essi considerano che il rilascio di insulina avvenga dalla equazione:
carboidrati x 0,9 + proteine x 0,5 + grassi x 0,1.
Questa equazione dimostra che non è vero che per mantenere bassa la glicemia occorre un giusto apporto di carboidrati e proteine, ma basterebbe, a parità di calorie, sostituire parte dei carboidrati con le proteine, o, meglio ancora, con i grassi.
Per esempio in un menù tipo della "Zona" abbiamo:
50 gr di pane + 100gr di prosciutto cotto sgrassato + 8gr di olio = 348 Kcal con carboidrati 40%, proteine il 30% e grassi il 30%.
Se noi applichiamo però la formula sopra descritta a questo schema alimentare, ci rendiamo conto che l'aumento della glicemia e quindi dell'insulina, non avviene.
I nutrizionisti inoltre ritengono che una ripartizione come quella contenuta nella zona, non rispetta i bisogni dell'organismo. Infatti calcolando le calorie giornaliere, per un individuo medio di circa 40 anni con una vita sedentaria, il fabbisogno calorico sarebbe superiore a quello previsto. In questo caso, Sears, consiglia di aumentare i grassi e diminuire carboidrati e proteine.
Considerando che i grassi consigliati , dovrebbero essere introdotti per la maggiore da olio di oliva,
la dieta ovviamente non si presenterebbe per nulla equilibrata.

Un altro aspetto negativo riguarda il fatto che come tutte le diete ipocaloriche protratte nel tempo, abbassa anch'essa il metabolismo basale, causando un forte rallentamento e annullamento della perdita di peso. Inoltre ci sono altri aspetti puramente scientifici che in qualche modo scoraggiano la dieta a zona, come ad esempio che non è vero che l'insulina sia sempre dannosa; infatti solo l'eccesso di questa sostanza lo è. Oppure che non è possibile regolare quotidianamente la produzione di eicosanoidi in quanto sono influenzati da un processo di autoregolazione naturale.
Si evidenzia dunque che l'unico modo per seguire la dieta a Zona in modo equilibrato è quello di organizzarla ad occhio, senza il calcolo preciso degli alimenti, cosi' da evitare questi aspetti negativi appena menzionati. Infatti seguendola "pressappoco" è possibile mangiare in modo equilibrato carni bianche, pesce, frutta e verdura eliminando tutti quegli alimenti che favoriscono l'obesità e le problematiche patologiche legate ad una alimentazione squilibrata.


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