DIETA MEDITERRANEA

La dieta mediterranea è stata ideata negli anno 50 da Ancel Keys, Americano. Gli studi effettuati hanno provato che le popolazioni del mediterraneo erano più forti rispetto a determinate patologie americane. Questo fù il motivo che lo spinse ad ideare questo regime alimentare.
Questo metodo si basa su uno schema denominato PIRAMIDE ALIMENTARE che riporta la frequenza giornaliera e la quantità degli alimenti da consumare. Alla base della piramide troviamo gli alimenti da consumare in maggiore quantità, mentre via via che si sale vengono riportati quelli di utilizzo ridotto.



La dieta consiste nel consumo bilanciato di alimenti ricchi di fibre, antiossidanti e grassi insaturi.
Le ripartizioni avvengono in questo modo:
12-15% per le proteine
25-30% per i lipidi
55-60% carboidrati

Le proteine sono ripartite fra quelle di origine animale e vegetale.
I carboidrati da amido, frumento (pasta ,pane) e altri cereali e legumi.
Zuccheri e dolci sono fortemente ridotti e limitati al consumo di frutta.
I lipidi provengono dal pesce, dall'olio extravergine di oliva a dal consumo di latte e carne.

L'abbondanza di frutta e verdura assicura un giusto apporto di antiossidanti, vitamine e minerali.
Principalmente la dieta mediterranea si concentra sulla corretta scelta degli alimenti, piuttosto che sul conteggio calorico quotidiano.
I piatti unici che praticamente uniscono il primo piatto col secondo, sono una delle principali caratteristiche di questa dieta. Oltre alla pasta e fagioli (ma anche pasta e ceci, lenticchie, piselli, ecc.), altri esempi di piatti unici sono la pasta al sugo di carne con aggiunta di formaggio e olio extravergine di oliva. Inoltre i minestroni con verdure e legumi, la pizza napoletana con alici, mozzarella e pomodoro, ecc. Il pasto, accompagnato da un buon bicchiere di vino, si conclude sempre con una porzione di verdura e frutta fresca.


Principi alimentari della D. Mediterranea:

Glicidi
Sono la principale fonte energetica dell'organismo. Partecipano anche alla costituzione di fattori vitaminici, di sistemi enzimatici, nelle strutture cellulari come il DNA e le membrane delle cellule.
Sono di facile digeribilità ed il loro surplus si trasforma in grasso sottocutaneo di riserva.
Alimenti particolarmente ricchi di glicidi sono il pane, la pasta alimentare, il riso, i legumi, il mais, le patate, lo zucchero, il miele.
Un aspetto che molti ritengono strettamente legato alla dieta mediterranea è un elevato indice glicemico (misura della velocità con la quale un alimento provoca l'aumento della glicemia, quindi l'entità della risposta insulinica).

Proteine
Sono importanti per l'anabolismo proteico, soprattutto nella fase di accrescimento e negli atleti che effettuano allenamenti muscolari gravosi.
A seconda della complessità della loro costituzione chimica le proteine possono essere semplici (aminoacidi e loro derivati), composte e derivate.
La loro provenienza può essere animale (carni, formaggi, latte, uova, pesci) o vegetale (farinacei, verdure, legumi, frutta).

Grassi
Possono avere sia origine animale (latte, burro, lardo, strutto, ecc.) che vegetale (olio di oliva e di semi, alcune margarine, ecc.).
Possono presentarsi come acidi grassi saturi e insaturi

Vitamine e minerali
Le Vitamine sono indispensabili al mantenimento delle condizioni fisiologiche ottimali dell'organismo. Agiscono come biocatalizzatori (coenzimi) nei processi metabolici dei nutrienti e nei processi energetici. Sono anche dette "alimenti protettivi" in quanto senza di esse le cellule non riescono a costruire il protoplasma ed a liberare energia.
I sali minerali sono essenziali per lo svolgimento di vari funzioni organiche. Sono costituenti fondamentali delle cellule e dei vari tessuti

Fibre alimentari
La dieta mediterranea si distingue anche per l'alto contenuto di fibre alimentari che sono componenti di aspetto filamentoso con funzione di "cemento" per i vegetali (verdura, frutta e cibi integrali).

La dieta mediterranea in sintesi:

GIORNALMENTE
- cereali integrali e tuberi: pane e pasta di frumento integrale, riso, mais, farro, avena, segale, orzo, grano saraceno, patate, ecc.;
- legumi secchi e verdi: fagioli, piselli, ceci, lenticchie, fave, lupini, cicerchie, ecc.;
- frutta (a polpa e a guscio): mele, pere, arance, mandarini, albicocche, pesche, uva, fichi, angurie, meloni, lamponi, fragole, castagne, noci, nocciole, mandorle, pinoli, pistacchi, ecc.;
- verdure e ortaggi: rape, ravanelli, carote, insalate, spinaci, cicorie, crescione, porri, asparagi, finocchi, bietole, carciofi, broccoli, cavoli, ramolacci, ravanelli, pomodori, melanzane, peperoni, zucchine, cipolle, ecc.;
- condimenti: principalmente olio extravergine di oliva. In dosi minori burro, lardo e strutto;
- erbe aromatiche: basilico, timo, maggiorana, origano, aglio, ecc.;
- latte intero di vacca o capra e formaggi;
- vino.

UNA-TRE VOLTE A SETTIMANA
- carne: prevalentemente bianca, quindi di volatili da cortile come pollo e tacchino. Inoltre coniglio, maiale e vitello;
- pesce: in prevalenza azzurro come acciughe, sardine, aringhe, aguglie, sgombri, spatole, ecc.;
- uova: utilizzate anche per la fare la pasta.

CON MINORE FREQUENZA
- dolci, miele.


La dieta mediterranea è molto efficace perché costituisce la migliore difesa contro malattie come aterosclerosi, ipertensione, infarto e ictus.
Fornisce un alimentazione sana, equilibrata e completa.
Il bello dell'alimentazione italiana è l'immenso patrimonio di prodotti gastronomici che ci consentono di godere di una varietà di alimenti di qualità unica al mondo. Questo influenza nostra qualità della vita a tavola, ma non di certo la nostra salute, al contrario di quello che molti vorrebbero farci credere.

PARERI CONTRARI
Nella dieta mediterranea quattro sono i punti negativi:
1. il fabbisogno calorico è sempre stato sovrastimato;
2. diminuendo i grassi non si dimagrisce, vedasi il fallimento del progetto del governo statunitense contro l'obesità;
3. non si notano significativi miglioramenti riguardo a molti fattori di rischio (ipertensione, colesterolo, glicemia) ecc.;
4. E' difficile da seguire perché non controlla lo stimolo della fame.


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